FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 279: Alba rossa (1984)

Ben ritrovati.
Nuova puntata della nostra rurbica veterana dedicata al cinema di fantascienza d’epoca e nuvo viaggio col nostro eprsonale TARDIS nel passato, nei mitici anni ’80 per parlare di un film che, fra paninari e Duran Duran, ci porta in un passato alternativo on tanto di invasione sovietica degli USA: Alba rossa (1984)

La locandina del film

La locandina del film

La sched(in)a

Titolo originale Red Dawn
Lingua originale inglese, spagnolo, russo
Paese di produzione Stati Uniti d’America
Anno 1984
Durata 114 min
Rapporto 1,85:1
Genere azione, drammatico, guerra
Regia John Milius
Soggetto Kevin Reynolds
Sceneggiatura Kevin Reynolds, John Milius
Produttore Buzz Feitshans, Barry Beckerman
Produttore esecutivo Sidney Beckerman
Casa di produzione Metro-Goldwyn Mayer, Valkyrie Films
Distribuzione in italiano United International Pictures
Fotografia Ric Waite
Montaggio Thom Noble
Effetti speciali Tom Fisher, Dale L. Martin
Musiche Basil Poledouris
Scenografia Jackson DeGovia, Vincent M. Cresciman, Lowell Chambers
Costumi George L. Little
Trucco Wes Dawn, Lance Anderson

Il cast

Patrick Swayze: Jed Eckert
C. Thomas Howell: Robert Morris
Charlie Sheen: Matt Eckert
Jennifer Grey: Toni Mason
Lea Thompson: Erica Mason
Darren Dalton: Daryl Bates
Brad Savage: Danny Bates
Doug Toby: Arturo Mondragon
Powers Boothe: tenente colonnello Andrew Tanner
Ben Johnson: Jack Mason
Harry Dean Stanton: Tom Eckert
Ron O’Neal: Col. Ernesto Bella
William Smith: colonnello Strelnikov
Vladek Sheybal: generale Bratchenko

Locandina italiana

Locandina italiana

Un po’ di storia

Nonostante le avvisaglie di una crisi internazionale culminate con l’avvento del comunismo in gran parte dell’America Latina, gli Stati Uniti non credono alla possibilità di una guerra e quando sono fatti oggetto di una improvvisa invasione da parte dell’aviazione russa e dei loro alleati non c’è tempo per organizzare una qualsiasi difesa. Una cittadina, Calumet City, in Illinois, viene attaccata da un plotone di paracadutisti e solo pochi ragazzi riescono a sfuggire alla cattura, rifugiandosi tra i boschi, decisi a resistere agli invasori.
Dopo cinque settimane di calma, tre dei ragazzi scendono in città e si rendono conto di cosa sia accaduto: le truppe piovute dal cielo sono cubane e nicaraguensi, in avanscoperta all’Unione Sovietica che, per ovviare al tracollo economico dopo il regime comunista, ha deciso di invadere gli Stati Uniti, imprigionando molti degli abitanti di Calumet. Lì, le ragioni pratiche dell’invasione sono coperte da propositi tutt’altro che infami, sotto forma di opera di risanamento sociale. Il signor Mason, in un ranch di campagna, racconta ai ragazzi l’uccisione del signor Morris e che essi stessi sono ricercati dal KGB. Mason consegna a Jed una radio, tre cavalli e soprattutto le nipoti Erica e Toni, sfuggite per un soffio alla violenza dei soldati.
Una mattina, tre soldati sovietici scoprono i ragazzi, che tuttavia hanno la meglio e riescono a ucciderli. È l’inizio della loro guerriglia come veri e propri partigiani, assumendo come nome Wolverines (“ghiottoni”, dal nome del mustelide tipico delle montagne rocciose), ma cominciano anche le rappresaglie del nemico sulla popolazione di Calumet; non appena il comando si accorge di quanto accaduto, giustizia una parte dei suoi prigionieri fra cui il signor Eckert. Armati di mezzi sottratti al nemico, i ragazzi riescono ad innescare bombe e ad attirare i soldati nelle loro trappole.
Un giorno, il tenente colonnello statunitense Andrew Tanner, abbattuto durante un’operazione, li trova; il militare spiega loro che non tutti gli Stati Uniti sono stati occupati: Washington DC e alcune città sono state conquistate, le truppe ispaniche hanno invaso il Midwest coi paracadutisti per poi sfondare i confini messicani e mandare uomini e mezzi corazzati, arrivando nel Wyoming e coinvolgendo il Colorado. Inoltre attraverso lo stretto di Bering, i sovietici hanno invaso l’Alaska, tagliando gli oleodotti ed avanzando poi nel Canada occidentale. Dall’Europa, solo il Regno Unito prende parte al conflitto, mentre il continente denuclearizzato preferisce restar fuori e tenersi così buono il gigante sovietico.

Con Tanner, i ragazzi effettuano pianificazioni militari che portano alla liberazione di un campo di prigionieri e all’armamento degli stessi. Ma l’inverno incombe e prima di far crescere validamente la squadra c’è il rischio di venire neutralizzati dai russi. La neve arriva. Aardvark e lo stesso Tanner muoiono durante un combattimento e dopo una commovente cerimonia tenuta da Danny fra alcuni dei ragazzi c’è il desiderio di mollare tutto. Nel frattempo, in città, il colonnello Strelnikov fa un discorso ai compagni soldati, dichiarando che d’ora in avanti non ci saranno più inutili rappresaglie, ma di agire fermamente. Dopo non molto tempo, alcuni soldati riusciti a rintracciarli vengono contrastati dai ragazzi: uno viene fatto prigioniero, e ha con sé un ricevitore di onde sonore provenienti da un trasmettitore che si trova nello stomaco di Daryl. Il figlio del sindaco confessa di essere costretto a inghiottire il congegno. Nonostante Matt e Danny siano decisamente contrari, Jed è irremovibile; carica la pistola e uccide il soldato ma non ha il coraggio di giustiziare Daryl, ucciso poi da Robert. Dopo l’esecuzione i ragazzi lasciano la zona.

Arrivati vicini al confine con l’America Libera i ragazzi trovano un convoglio abbandonato pieno di cibo, e si rifocillano. Elicotteri sovietici irrompono nella zona: Robert viene ucciso dopo averne colpito uno col bazooka, Toni viene ferita e si fa consegnare da Jed una granata da utilizzare, sacrificandosi, all’arrivo dei soldati. Rimasti in quattro, i ragazzi si devono dividere, così Erica e Danny fuggono a cavallo verso la libertà, mentre Matt e Jed distraggono le truppe.

Matt, dopo alcune esplosioni, viene ferito gravemente; Jed, col fratello fra le braccia, batte in ritirata, riuscendo a resistere ai nemici, uccidendo sia Bratčenko che Strelnikov, venendo tuttavia ferito; si trova però davanti il colonnello Bella. Questi punta l’arma contro di lui, privo ormai di munizioni e preoccupato solo di salvare Matt. Bella decide di non infierire; Erica e Danny riescono infine a superare il confine.

Alcuni anni dopo, dopo la fine della guerra, conclusasi con la vittoria statunitense, Erica racconta che lei e l’altro scampato non rividero più Jed e Matt.

Analisi

Crudo quanto permettevano gli anni ’80, il film, se è vero che era stato pensto come rovescimaento del modello Vietnam ha clamorosamente fallito il colpo. Non solo non è stato granché apprezzato all’uscita, ma rimane tuttora ben al di fuori dell’ottica revisionista dei cult movies. Regia e sceneggiature attente al realismo quanto basta per non incorrere nelle ire ma abbastanza da essere rilevante per la violenza delle scene e delle siuazioni. Gli attori non sono al massimo, ma fanno del loro emglio e più di uno fa intravedere la futura luminosa carriera hollywodiana (nel acst figurano Patrick Swayze, Charlie Sheen e Lea Thompson).

Curiosità

La tranquilla cittadina di Calumet, nel Colorado, dove è ambientato il film, è immaginaria. Gli esterni sono stati girati a Las Vegas, ma quella del Nuovo Messico, più sobria e con 14.000 abitanti.
La frase pubblicitaria scelta per il manifesto era: “Nessun esercito straniero aveva mai occupato il suolo americano. Finora”. Dovette però essere corretta in virtù del fatto che gli Stati Uniti sono stati invasi in almeno due occasioni: dagli inglesi fra il 1812 e il 1814, con l’occupazione di Washington DC ed il bombardamento della Casa Bianca, poi di Detroit e di parte del Maine settentrionale e successivamente dai rivoluzionari messicani di Pancho Villa nel 1916, con il saccheggio di Columbus nel Nuovo Messico. La frase fu quindi corretta con la dicitura iniziale “Nel nostro tempo…”.
Nei titoli di coda italiani del film il personaggio del sindaco Bates (in originale Mayor Bates) è stato tradotto erroneamente come “Maggiore Bates”.
Nella serie Scrubs – Medici ai primi ferri, Alba rossa è il film che il protagonista J.D. e il suo migliore amico Turk guardano 99 volte, e di cui conoscono tutte le battute. Durante il film viene spesso ripetuta la parola “Wolverines”, detta con enfasi e un braccio alzato col pugno chiuso.

Voto

voto 2,5 di 5 (Abbastanza superato, non solo cronologicamente)

Copertina dell'edizione in DVD

Copertina dell’edizione in DVD

multimedia

Il trailer (in italiano)

La recensione live del film

Link esterni

La scheda di Alba rossa (1984) da IMDB.com
La scheda di Alba rossa (1984) da Wikipedia
La scheda di Alba rossa (1984) da Coming Soon
La scheda di Alba rossa (1984) dal sito di SuperGuidaTV
La scheda di Alba rossa (1984) da Fantscienza Italia
La scheda di Alba rossa (1984) da ilDavinotti online

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