FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 276: Demoni di fuoco (1967)

Ben ritrovati ai nostri non molti lettori. Nuova puntata della nostra rubrica più anziana, dedicata alla fantascienza dei tempi d’oro (mah). Questa volta, il nostro TARDIS ci porta nella Gran Bretagna dei Roaring Sixties, nella fabbrica dei mostri, la Hammer production per una storia di invisibili alieni e invasioni silenziose ma molto “calde”: Demoni di fuoco (1967)
La locandina del film

La locandina del film

La sched(in)a

titolo originale Night of the Big Heat Titoli alternativi Island of the Burning Damned e Island of the Burning Doomed Paese di produzione Regno Unito Anno 1967 Durata 94 min Rapporto 1,66:1 Genere orrore, fantascienza Regia Terence Fisher Soggetto John Lymington Sceneggiatura Ronald Liles, Jane Baker e Pip Baker Produttore Tom Blakeley Casa di produzione Planet Film Productions Fotografia Reginald H. Wyer Montaggio Rod Nelson-Keys Effetti speciali Martin Gutteridge, Garth Inns Musiche Malcolm Lockyer Trucco Stella Rivers, Geoffrey Rodway
Cushing e Sarah Lawson al bancone

Peter Cushing e Sarah Lawson al bancone

Il cast

Christopher Lee: Godfrey Hanson Patrick Allen: Jeff Callum Peter Cushing: Vernon Stone Jane Merrow: Angela Roberts Sarah Lawson: Frankie Callum William Lucas: Ken Stanley Kenneth Cope: Tinker Mason Percy Herbert: Gerald Foster Thomas Heathcote: Bob Hayward Anna Turner: Stella Hayward Jack Bligh: Ben Siddle Sydney Bromley: vagabondo Barry Halliday: operatore al radar
Locandina italiana

Locandina italiana

Un po’ di storia

In pieno inverno in un’isola pressoché deserta in Scozia si registrano delle temperature veramente inconsuete. I pochi abitanti e l’ospite appena giunto, la segreteria di Jeff Callum, scrittore locale e marito della padrona dell’unica locanda dll’isola, non riescono a spiegarsi come mai ci siano 36° in pieno inverno. In più, si sente uno strano ed inspiegabile fischio. La segretaria, però, è in realtà un’ex amante di Callum, venuta per tentare, invano, di riallacciare la relazione. Ben Siddle, un pastore locale, viene soccorso in stato di confusione: sostiene che le sue pecore sono state uccise, non si sa da chi. La notizia interessa molto un altro ospite della locanda, Godfrey Hanson, in realtà uno scienziato impegnato in una misteriosa ricerca. Nel frattempo, sia i telefoni che il televisori mostrano fruscii di disturbo e un televisiore addirittura esplode. Il rumore diventa così assordante da far impazzire il pastore che, perso il controllo dell’auto, si schianta contro uno steccato e precipita, morendo nell’incendio dell’auto. Nel frattempo, la segretaria/amante approccia la moglie, rivelandole per gioco (?) di essere l’amante del marito. Lo scienziato trova il cadavere di una delle pecore. Nel frattempo, la moglie dello scrittore vede atterrare qualcosa sulla collina e avvisa lo scrittore. Scrittore, moglie e amante cercano il luogo dell’atterraggio e vedono lo scienziato rientrare dalla zona. Interrogato dallo scrittore, lo scienziato rivela che l’isola è al centro di un’invasione aliena. Lo scienizato e lo scrittore si recano quindi dal pastore e ne trovano i resti nella scarpata. Mentre sono tutti nel bar della locanda, per il caldo esplodono le bottiglie di birra, la locandiera si ferisce e lo scrittore ne approfitta per baciare l’amante ma viene scoerto dalla locandiera che, però, non dice nulla. L’amante, mentre scirve a macchina, viene aggredita da Tinker Manson, apparentemente sopravvissuto. Questi, rifugiatosi nell’officina, accende la fiamma ossidrica per difendersi ma attira qualcosa che lo terrorizza e lo brucia, come le pecore. Lo scrittore rivela l’ipotesi degli invsori alieni ai presenti e i locali provano ad avvisare la terraferma con la radio della stazione meteorologica, perché i telefoni non funzionano. Ma l’auto del dottore si ferma e anche lui viene aggredito dagli alieni. Nel frattempo, la moglie affronta il marito e gli rivela di averlo visto baciare la donna. Messo alle strette, lo scrittore confessa alla moglie il tradimento e le assicura di non considerarla più, dopo aver ammesso di essersi tarsferito sull’isola per evitarla. Intanto lo scienziato raggiunge l’auto del dottore, trova la radio e il cadavere carbonizzato del dottore. Qualcosa di luminoso attorno alla vicina cava attira l’attenzione dello scienziato, che va ad investigare. Lo scienziato intuisce che gli alieni sono attratti dalla luce e, di conseguenza, spegne i fari e suggerisce allo scrittore, rimasto in contatto radio, di spegnere tutte le luci, poi prosegue verso la stazione meteo. Ma il sistema della stazione salta lasciando l’unico operatore presente presente in balia degli alieni che lo aggrediscono. Intanto il terzetto, terrorizzato e senza notizie, decide di seguire il percorso dello scienziato verso la stazione. Nel frattempo, lo scienzato comprende che gli alieni sono esseri ad alta energia che si trasferiscono usando le onde radio per rimaterializzarsi nell’atmosfera. Il riscaldamento è l’effetto secondario delle onde con cui si muovono. Gli alieni sono arrivati attratti dai sgenali inviati dagli uomini nello spazio. Uno degli uomini della stazione si reca alla cava per prendere gli esplosivi e far saltare gli alieni, così incontra il terzetto, finito fuori strada. Tutti insieme arrivano alla stazione, poi si organizzano per attirare gli alieni e colpirli, mentre un altro gruppo cerca di contattare con i razzi di segnalazione la terraferma. Il trucco funziona: lo scienziato incendia i covioni di grano attirando gli alieni affamati di energia. Gli alieni si rivelano essere creature gelatinose fluorescenti. Il piano, però, fallisce per l’esplosione accidentale della dinamite, raggiunta dal fuoco. Tuttavia, quando la situazione sembra essere disperata, e i quattro superstiti, due coppie, stanno per essere aggrediti dagli alieni, la pioggia irrompe e ferma la minaccia, uccidendo gli alieni.

Analisi

Un po’ di suspence c’è solo nella prima parte del film, quando ancora non si conosce il responsabile delle alte temprature e del fischio, e mentre i personaggi si sistemano e hanno il tempo di rivelare i rapporti fra loro e le inclinazioni di ciascuno. Significativo che gli alieni non compaiano, se non con le luci che precedono l’aggressione, per gran parte del film e, malgrado ciò, la tensione rimane sempre alta. Tuttavia, è proprio il finale a non avere la giusta tensione e la comparsa degli alieni, decisamente ridicoli, non fa che peggiorare, impedisce al film di mantenere le promesse iniziali. Non aiuta nemmeno l’incertezza etica del film, sebbene la regia di Terence Fisher, anche se non particolarmente ispirata (forse l’horror era più nelle corde del famoso regista e la tensione della parte iniziale lo rivela chiaramente), e la recitazione di un po’ tutto il cast rendano abbastanza credibile una sceneggiatura un po’ tirata per i capelli.

Recensioni

«La sceneggiatura indulge su temi abusati: l’approssimarsi della catastrofe innesca nei personaggi di contorno trasgressione o ravvedimento, brutalità o redenzione, e nell’eminente scienziato, abnegazione fino all’estremo sacrificio. Un po’ come nella Guerra dei mondi, chi vince non è l’uomo, ma la natura» Fantafilm «La Hammer impone a Fisher un tipo di narrazione sconfinante nella fantascienza, deludendo così un pubblico di vasta dimensione, ormai abituato al solito horror puro. Bravi (ma neanche dirlo) Christopher Lee e Peter Cushing, ma la storia proprio non convince e, ancor meno, fila. Non a caso al botteghino si rivelò un vero e proprio insuccesso» undying per FilmTV «Da un romanzo del prolifico John Lymington, mediocre autore di SF, popolare in Gran Bretagna, il film mescola fantascienza e horror come in S.O.S. i mostri uccidono ancora ma, tolta una certa suspense nella 1ª parte, la penuria dei mezzi, i pessimi effetti speciali, un’inutile sottostoria di adulterio ne fanno un prodotto poco riuscito» MyMovies «Un prodotto minore di Fisher, che con S.O.S. I mostri uccidono ancora aveva fatto decisamente di meglio. Per tutto il film c’è un’aspettativa che non arriva mai: avrebbe giovato un finale diverso e meno tirato via, con almeno qualche mostro o creatura strana o aliena. E invece nulla, tutto quello che si vede è un ammasso roccioso pulsante e luminoso che si spegne con l’acqua. Davvero poca cosa.» (Filmhorror.com)

Curiosità

Il film è basato su un romanzo che era già stato trasportato sullo schermo nel 1960 in un episodio della serie ITV Play of the Week. La sceneggiatura televisiva venne ripresa con alcune aggiunte per la realizzazione del film. Distribuito in Italia anche con il titolo tradotto in La notte del grande caldo. Le riprese si sono svolte ai Pinewood Studios. È l’ultimo film a riunire Terence Fisher, Christopher Lee e Peter Cushing.

Voto

voto 4 di 5 (godibile, malgrado qualche sbavatura)

multimedia

Il film in italiano

Link esterni

La scheda di Demoni di fuoco (1967) da Wikipedia La scheda di Demoni di fuoco (1967) da IMDB.com La scheda di Demoni di fuoco (1967) da Fantafilm La scheda di Demoni di fuoco (1967) da Filmhorror

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