FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 275: I due mondi di Charly (1968)

Benvenuti e ben ritrovati si nostri carissimi lettori. Questa volta presentiamo in questa rubrica di fantascienza d’Antan un film lontano dagli stereotipi del genere, più intimista e psicologico, che peraltro si rivolge al mondo della sensibilità che, per certi versi, è molti avanti al suo tempo: I due mondi di Charly (1968)

La locandina del film

La locandina del film

La sched(in)a

Titolo originale Charly
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d’America
Anno 1968
Durata 103 min
Genere fantascienza
Regia Ralph Nelson
Soggetto Daniel Keyes
Sceneggiatura Stirling Silliphant
Produttore Ralph Nelson
Casa di produzione Cinerama/Selmar Pictures
Musiche Ravi Shankar

Cliff Robertson

Cliff Robertson

Il cast

Cliff Robertson: Charlie Gordon
Claire Bloom: Alice Kinnian
Lilia Skala: Dr.ssa Anna Strauss
Leon Janney: Dr. Richard Nemur
Dick Van Patten: Bert
Edward McNally: Gimpy
William Dwyer: Joey
Dan Morgan: Paddy

Locandina italiana

Locandina italiana

Un po’ di storia

Charlie Gordon è un uomo con ritardo mentale che lavora in una panetteria, dove è vittima di frequenti scherzi dei suoi colleghi. Alice Kinnian, giovane insegnante della scuola frequentata da Charlie, gli propone di sottoporsi ad un trattamento dei dottori Strauss e Nemur, che hanno sperimentato su un topo da laboratorio di nome Algernon, accrescendogli notevolmente l’intelligenza.
Charlie accetta con entusiasmo e molte speranze. L’esperimento sembra riuscire: in poche settimane lo sviluppo cognitivo aumenta considerevolmente, sebbene gli sperimentatori Strauss e Nemur temano che possa mettere a repentaglio quello emotivo. Charlie viene licenziato dal lavoro in quanto temuto dai colleghi, ma si aprono per lui nuove strade, un percorso universitario e l’innamoramento con Alice, ricambiato dopo alcune resistenze. Charlie ricompare per un’apparizione al congresso annuale della Società per le ricerche sul cervello dove viene interrogato dal pubblico su temi di attualità, rispondendo senza indugi, caustico e tagliente, per infine rivelare a tutti quanto egli ha scoperto e che il dottor Nemur cercava di nascondergli: l’effetto dell’operazione su Algernon è solo transitorio.
Charlie fugge di nuovo, ossessionato dalle immagini del vecchio se stesso che continuano a tornargli in mente, ma alla fine decide di usare la propria intelligenza per aiutare i colleghi nella ricerca, trovando la conferma della transitorietà della sua trasformazione. Avvertendo il manifestarsi del regresso delle sue facoltà cognitive, allontana Alice, la quale tempo dopo lo trova in un parco a giocare con dei bambini.

Analisi

Lento e poco scorrevole, il film si concentra sull’uomo senza concentrarsi, come fa il romanzo originale, sulle tarsformazioni che la sua psiche subisce, prima da 0 a 100, poi viceversa. Il personaggio, dunque, perde un po’ di drammaticità, dato che il colpo di scena che

Recensioni

“Strangely enough, Ralph Nelson’s “Charly” succeeds as a movie for reasons having little to do with the plot. As the story of a personality in crisis, it works. We care about Charly. But the whole scientific hocus-pocus, which causes his crisis, is irrelevant and weakens the movie by distracting us.”
Roger Ebert (https://www.rogerebert.com/reviews/charly-1968)

“the premise is certainly alluring. But director Ralph Nelson and screenwriter Stirling Silliphant make a multitude of jaw-dropping choices — like a trippy Charly-as-biker/beatnik montage and a sequence in which pre-op Charly chases post-op Charly through a dream maze”
(Kirven Blount per Entertainment)

“Da un celebre racconto della fantascienza classica (“Fiori per Algernon” di Daniel Keys), un dramma scientifico discontinuo, che non volendo concentrarsi (come invece avviene nel racconto) sui progressi “step-by-step” del protagonista (la struttura a diario ovviamente scompare e con essa le evoluzioni sempre maggiori nella scrittura di Charly) decide di dare di Charly un ritratto psicologico completo mettendo il suo carattere al centro della vicenda”
MMJ per ilDavinotti online

Curiosità

Nella locandina originale il titolo è scritto con la calligrafia infantile del protagonista, che è ritardato. In particolare la R è scritta a rovescio.
Il regista Elio Petri e Marcello Mastroianni tentarono a lungo di acquistare i diritti del romanzo ma si accorsero che erano direttamente in mano a Cliff Robertson, che non aveva nessuna intenzione di cederli, allora dirottarono il loro interesse sul racconto La settima vittima di Robert Sheckley, da cui trassero il film La decima vittima.

Voto

voto 3,5 di 5 (non all’altezza del libro da cui è tratto, comunque significativo ed originale. Vale la pena di vederlo)

Cliff Robertson e Claire Bloom in una scena del film

Cliff Robertson e Claire Bloom in una scena del film

multimedia

Il trailer (in inglese)

Il film in italiano

Link esterni

La scheda di I due mondi di Charly (1968) da Wikipedia
La scheda di I due mondi di Charly (1968) da IMDB.com
La scheda di I due mondi di Charly (1968) da ilDavinotti online

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