FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 222: Unknown world (1951)

Ben ritrovati. Nuova puntata della rubrica più longeva del blog, quella dedicata alla fantascienza dei bei(?) tempi andati. Anche oggi ci soffermiamo su quell’immenso bagaglio di immaginario che è il cinema di serie B (ma anche C, D… Z) statunitense per un film che, seppur non riuscito, ha qualcosa da dire: Unknown world (1951)
La locandina del film

La locandina del film

La sched(in)a

Titolo originale Unknown World Lingua originale inglese Paese di produzione Stati Uniti d’America Anno 1951 Durata 74 min Dati tecnici B/N Genere avventura, fantascienza Regia Terry O. Morse Sceneggiatura Millard Kaufman Casa di produzione Lippert Pictures
locandina orizzontale

locandina orizzontale

Il cast

Victor Kilian: Jeremiah Morley Marilyn Nash: Joan Lindsey Bruce Kellogg: Wright Thompson Jim Bannon: Andy
Marilyn Nash

Marilyn Nash

Un po’ di storia

L’eminente geologo Jeremiah Morley, temendo che il crescente impiego di energia atomica porterà in breve tempo all’estinzione di ogni forma di vita sulla terra, mette a punto il piano di una spedizione per sondare le profondità sottostanti la crosta terrestre, convinto che vi si possa trovare un luogo ove preservare la vita umana dopo la prevista catastrofe nucleare. Morley recluta i componenti della futura spedizione, la quale non trova tuttavia i finanziamenti necessari fino a quando Wright Thompson, avventuroso figlio di un influente magnate della stampa, si offre di pagare di tasca propria l’impresa, a patto di esserne incluso. Viene costruito il Cyclotram, un apposito veicolo dotato di una potente trivella in grado di penetrare fino a diverse migliaia di chilometri di profondità sotto la superficie terrestre. La spedizione prende quindi il via partendo dal cratere di un grosso vulcano inattivo. Non mancano le difficoltà, e tre membri del team, in circostanze diverse, trovano la morte, tra i quali Andy, l’esperto di esplosivi, che precipita in un burrone dopo aver salvato la vita di Wright, col quale aveva avuto diversi screzi durante la spedizione, soprattutto nel momento della scelta di dove perforare la roccia. Alla fine, dopo essere giunti allo stremo, anche per penuria di acqua, i superstiti giungono in un’immensa cavità, della quale non si vedono i confini, occupata da un oceano sotterraneo ed illuminata da una luce dovuta a fluorescenza, simile a quella del sole. Le condizioni ambientali si rilevano essere adatte ad uno stanziamento umano, con elevate risorse minerarie e possibilità di coltivazione dei suoli, ma le cavie animali portate dai membri della spedizione partoriscono cuccioli nati morti. Non occorre molto perché il medico della spedizione, Joan Lindsen, appuri, dopo opportune analisi, che tale sorte di infertilità toccherebbe anche agli uomini: il luogo risulta quindi essere inadatto alla preservazione della specie umana. Si decide dunque di tornare indietro. Solo Morley, talmente convinto di un prossimo forzato sterminio della vita sulla superficie terrestre, propone di rimanere lì, ove portare a termine in modo più naturale la vita di ciascuno. Improvvisamente si verifica una imponente eruzione vulcanica, e mentre gli altri membri dell’equipaggio prendono rifugio all’interno del Cyclotram, Morley si rifiuta di entrarvi, preferendo morire piuttosto che ritornare in superficie. I superstiti, all’interno del veicolo, notano che una forza li sta attirando sempre più in profondità, e disperano ormai di aver salva la vita. Inaspettatamente, però, il Cyclotram comincia a risalire, e, imboccando fortunosamente canali sotterranei, emerge in un oceano di superficie, in prossimità di un’isola tropicale: il gruppo, malgardo il fallimento della missione, è contento di essere in vita.

Analisi

Gli effetti speciali sono ridicoli, così come i dialoghi e la recitazione del cast. La regia è ferma ma tradizionale e poco ispirata. L’idea del Cyclotram, per quanto poco originale, è stata riutilizzata più volte, soprattutto in ambito di disaster movie made in USA. Anche qualche passaggio della sceneggiatura, soprattutto la fuga finale, è poco credibile e un po’ raffazzonato. Di buono il senso di sconfitta che pervade buona parte del film, in cui lo scontro fra personaggi si trasforma in uno scontro fra una volontà inamovibile, che però porta alla morte immediata, e una scelta di conservazione, che pconduce ad una morte lenta.

Recensioni

“If I were to make a Worst Movies Ever list, this would be around number three……that is if I’m feeling generous. You have to plan something this awful. It just can’t happen by itself.” Vintage45’s Blog

Voto

voto 2 di 5 (Niente di eccezionale, anche per l’epoca)
Bruce Kellogg, Jim Bannon, Marilyn Nash and Victor Kilian

Bruce Kellogg, Jim Bannon, Marilyn Nash and Victor Kilian

multimedia

Il film in inglese

Link esterni

La scheda di Unknown world (1951) da La scheda di Unknown world (1951) da IMDB.com La scheda di Unknown world (1951) da Vintage45 La scheda di Unknown world (1951) da Scifist

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