FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 220: The amazing transparent man (1960)

Benritrovati sulle pagine della nostra rubrica sui film di fantascienza retrò del cinema occidentale ed orientale. Oggi parliamo di un film non proprio di alto livello,ma che si è ritagliato un suo spazio nell’affetto della generazione Drive In: The amazing transparent man (1960)

La locandina del film
La locandina del film

La sched(in)a

Titolo originale The Amazing Transparent Man

Lingua originale inglese

Paese di produzione Stati Uniti d’America

Anno 1960

Durata 57 min

Dati tecnici B/N

Genere fantascienza, spionaggio, noir

Regia Edgar G. Ulmer

Sceneggiatura Jack Lewis

Casa di produzione Miller Consolidated Pictures

Fotografia Meredith M. Nicholson

Montaggio Jack Ruggiero

Effetti speciali Roger George

Musiche Darrell Calker

Scenografia Ernst Fegté

Trucco Jack P. Pierce

Da sinistra: Douglas Kennedy, Ivan Triesault e James Griffith
Da sinistra: Douglas Kennedy, Ivan Triesault e James Griffith

Il cast

Marguerite Chapman: Laura Matson

James Griffith: maggiore Paul Krenner

Douglas Kennedy: Joey Faust Boyd ‘Red’ Morgan (come Red Morgan): Julian

Ivan Triesault: dottor Peter Ulof

Patrick Cranshaw: guardia di sicurezza

Cormel Daniel: Maria Ulof

Edward Erwin: Drake

Norman Smith: guardia di sicurezza

Jonathan Ledford: Smith

Kevin Kelly: donna

Dennis Adams: poliziotto

Stacy Morgan: poliziotto

Locandina dell'edizione in DVD
Locandina dell’edizione in DVD

Un po’ di storia

Krenner, gangster al soldo di una nazione straniera, fa evadere dalla prigione Joe Faust, noto scassinatore, e gli chiede in cambio di rubare da una base militare campioni di materiale radioattivo necessari agli esperimenti del dottor Ulof, che la spia/gangster tiene prigioniero in una fattoria trasformata in laboratorio. Krenner ricatta lo scienziato, minacciandone la figlia, per sfruttare una sua invenzione al fine di costruire un esercito invisibile. Lo scassinatore inizialmente si rifiuta, ma poi minacciato di morte, accetta di collaborare, anche perché Krenner gli spiega che potrà portare a termine la rapina senza problemi sottoponendosi (come cavia) ad un raggio inventato da Ulof che rende invisibili. L’impresa ha luogo senza che la polizia abbia sospetti su di loro. Dopo avere saldato il suo “debito”, Faust, in combutta con Laura Matson, una delle assistenti di Krenner, pensa di servirsi ancora della sua condizione di uomo invisibile per scassinare una banca. Tra il materiale trafugato, però, c’è l’elemento X13, sostanza che annulla temporaneamente gli effetti della invisibilità; così, proprio nel bel mezzo della rapina, Faust si materializza davanti ai poliziotti ed è costretto a fuggire e chiedere aiuto al solito dottor Ulof. Questi accetta di soccorrere il bandito a patto che lo liberi da Krenner. Faust accetta di uccidere Krenner e porta all’esterno lui e la figlia. Quando però rientra er portar via la sua complice, Kenner, che nel frattempo si è liberato dalla stanza in cui era stator inchiuso per favorire la fuga, spara ucciendo Laura. Ne nasce un confronto nel laboratorio dellos cienziato, ma nello scontro che segue entrambi trovano la morte per un’accidentale manomissione dei congegni del raggio che provoca l’esplosione del laboratorio. Quando la polizia arriva sul posto, Ulof, riuscito ad allontanarsi dall’edificio prima dell’esplosione, non fa parola delle sue scoperte.

Analisi

Se non ci fosse l’elemento dell’invisibilità, sia come tecnica di narrazione che come trama il film non si diversificherebbe molto dai contemporanei lungometraggi noir. Personaggi tagliati con l’accetta, duri e senza rimorsi, donne fatali, ragazze innocenti e uno scontro finale, un redde rationem che è cifra stilistica del nero americano. In tutto questo, l’elemento fantascientifico è poco più che un espediente e tale rimane, tanto che il film è ben lontano sia dalla saga dell’Uomo invisibile latamente ispirata a Wells, sia da successive rielaborazioni del tema, come Omicidio in 4D. la regia è attenta e ferma, gli attori rispettano gli schemi e i topoi del genere. Effetti speciali praticamente inesistenti.

Recensioni

“opera minore di Ulmer, regista comunque inventivo e generoso. Se non fosse per il raggio invisibile e i fantasiosi elementi radioattivi la storia non si distinguerebbe molto dai noir americani degli anni ’50, con i due antagonisti malavitosi, la ragazza sincera (la figlia dello scienziato) e la donna del gangster indecisa tra i due” [Fantafilm]

Curiosità

Voto

voto 2 di 5 (Poco interessante, più vicino al nero americano alla Hammett, si fa per dire vicino, che non alla fantascienza alla Wells)

Il poster del film
Il poster del film

multimedia

Il trailer (in inglese)

Il film in lingua originale

https://archive.org/details/The_Amazing_Transparent_Man

recensione (in inglese) del film

Link esterni

La scheda di The amazing transparent man (1960) da Wikipedia

La scheda di The amazing transparent man (1960) da IMDB.com

La scheda di The amazing transparent man (1960) da Fantafilm

FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 219: The Giant Gila Monster (1959)

Ben ritrovati.

Ancora una volta, a parlare di film di fantascienza dei tempi che furono. Navigando fra anni ’50 e anni ’80 del XX secolo, abbiamo recuperato un vecchio film in bianco e nero di mostri giganti. Dopo la mantide e il ragno, tocca subire un processo di ingrandimnto ad una povera lucertola che, non si sa perché, diventa il terrimbile mostro di Gila: The Giant Gila Monster (1959).

Locandina originale
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FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 218:King Kong – Il gigante della foresta (1967)

Ben ritrovati.

Si riprende, dopo la pausa delle ferie, proprio da dove abbiamo lasciato, dalla nostra rubrica più longeva, Futuropassato. In questa puntata viene presentato un film del sottogenere dei mostri giganti, con protagonista l’amabile gorillone King kong, per l’occasione in trasferta, non proprio in vacanza, nel Paese del Sol Levante: King Kong – Il gigante della foresta (1967).

Locandina originale del film
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Feriae romanae puntata 28: I Portunalia

Ben ritrovati.

Nuova puntata della rubrica dedicata alle feste del calendario di Roma antica. Siamo ormai in pieno Agosto e, mentre ci prepariamo al Ferragosto moderno, vi presentiamo una festa che si svolgeva qualche giorno dopo: I Portunalia. Questa festività era in onore del dio Portunus e si celebrava il 17 agosto. Nel tardo calendario filocaliano, la festa del 17 agosto è chiamata Tiberinalia, in quanto, secondo antica tradizione, veniva celebrata presso il Porto Tiberino, dove si trova il tempio di Portuno.

Pierre Granier, Leucotea e Palemone, gruppo marmoreo, Versailles
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FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 217: IL gigante dell’Himalaya (1977)

Ben ritrovati. Nuova puntata estiva della nostra più longeva rubrica, quella sui film di fantascienza del passato. Per questa occasione, facciamo un salto ad Hong Kong, per un film sulla Kongexploitationche strizza l’occhio al remake di quegli anni e ai film kaiju giapponesi: Il gigante dell’Himalaya (1977)

Locandina originale

La sched(in)a

Titolo inglese: THE MIGHTY PEKING MAN
Genere: Fantascienza
Anno: 1977
Regia: Ho Meng Hua
Paese: Hong Kong
Durata: 92 min
Formato: SCOPE COLORE
Distribuzione: KENT (1977)
Sceneggiatura: Ward Moore
Fotografia: Sao Chi, Joe Haig
Montaggio: Charles Bruns
Musiche: Ennio Morricone, Bruno Nicolai
Produzione: SHAW BROTHERS

Utang all’attacco nella città

Il cast

Edward Ardan,

Paul Geert,

Evelyne Kraft,

Catherine Lawis,

George Hill,

Mara Howard,

David Miles,

Peter Ryan,

Alexander Wayne

Locandina italiana

Un po’ di storia

A Hong Kong giunge notizia che, a seguito di un terremoto, tra le montagne dell’Himalaya è apparso un gorilla gigantesco e molti villaggi sono stati distrutti. L’impresario senza scrupoli Lu Chang finanzia una spedizione che affida a Teddy e che si avvale della guida di Johnny Feldon, famoso cacciatore, depresso a causa del tradimento di Caroline che lo ha lasciato per il fratello Charly, che lavora in televisione. Giunto nella zona, Johnny viene abbandonato dai pavidi componenti della spedizione e sta per esseere schiacciato dal gigantesco gorilla quando viene salvato dalla “jungle girl” Samantha, una ragazza che, sopravvissuta all’incidente aereo in cui hanno perso la vita i suoi genitori, è stata salvata e allevata dal gigantesco gorilla che lei chiama Utang, e da altri animali della giungla. Samantha viene morsa da un serpente e Johnny riesce a salvarla con l’aiuto del ggantesco gorilla che, superati i primi atteggiamenti di gelosia, diviene il protettore degli innamorati Samantha e Johnny.
Quest’ultimo riesce a convincere Samantha a portare in città il gigante, che terrorizza la popolazione.
Lu Chang torna alla carica per realizzare il proprio piano di sfruttamento e il gigante si lascia trasferire a Hong Kong su un cargo in catene.
Ma, per colpa della fretta e dell’azardo dell’impresario, il cargo finisce dritto in una terribile tempesta e si rischia il ribaltamento, ma la ragazza riesce a calmare il gorilla, che arriva a Hong Kong senza altri incidenti.
Arrivati in città, Johnny e Samantha si recano a trovare il fratello del primo negli studi televisivi. L’ex di Johnny prova a riconquistarlo ma Samantha li scopre mentre si baciano e fugge via, inseguita da Johnny.
Nel frattempo, iniziano gli spettacoli e Utang, in catene, è chiamato a dar prova della propria forza, ma lo spettacolo non accontenta il pubblico e i guardiani lo pungolano. Samantha, che nel frattempo ha raggiunto il colosso, viene spintonata e il gorilla gigantesco si infuria facendo fuggire tutti. Samantha si rifugia nella gabbia di Utang, disperata.
Lu Chang la convince a seguirlo, tenta di ubriarcarla e di violentarla ma Utang lo vede e, furioso, fugge dalle catene distruggendo tutto inseguendo l’auto di Lutang. Il gigante raggiunge Lutang nel suo appartamento e lo scaglia via, poi sid edica a distruggere la città.
Anziché ricorrere ai due amici del gorilla, le autorità organizzano una disastrosa battaglia contro il gigante. Intanto, Johnny ritrova Samantha e insieme accorrono ma non riescono a salvare Utang e rischiano loro stessi la morte: la ragazza viene ferita durante un attacco a tradimento e Johnny rimane contuso in seguito al tentativo di impedire, invano, l’esplosione della terrazza su cui poggia il colosso.

Analisi

A parte gli effetti speciali poveri, il film è un classico caso di remake non autorizzato. Poche le variazioni rispetto al film originale. Lo schema di riferimento non è il classico King Kong degli anni ’30 ma il remake del ’76 e si vede, soprattutto nella figura di Samantha e nelsuo complesso rapporto con il gigantesco scimmione, basato anch’esso, come quello fra King Kong e Jessica Lange, su la bella e la bestia.
I mezzi sono pochi e agli aerei subentrano gli elicotteri, le scenografie sono più povere, la recitazione è quel che è. Di diverso c’è il ricorso al modello della jungle girl nella definizione del personaggio di Samantha, con tanto di origine alla Tarzan.

Voto

voto 3 di 5 (si può vedere)

multimedia

Il trailer (in italiano)

Link esterni

La scheda di Il gigante dell’Himalaya (1977) da Coming Soon
La scheda di Il gigante dell’Himalaya (1977) da Il cinematografo