FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 192: L’invasione – Marte attacca Terra (1966)

Puntata sottomarina per questa rubrica di fantascienza passata. Negli States, il tema della SF sottomarina è molto diffuso, almeno fin ai primi anni ’70. In questo filone si inserisce il film di uesta settimana, L’invasione – Marte attacca Terra (1966)

La locandina del film
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FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 191: : Philadelphia Experiment (1984)

Nuova domenica e nuova puntata della rubrica di fantascienza degli anni che furono. Anche queesta volta peschiamo nell’inesauribile serbatoio dell’immaginario che è il cinema statunitense per un film molto interessante ma non adeguatamente apprezzato: Philadelphia Experiment (1984).

La locandina del film 
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Feriae romanae puntata 2: I Compitalia

La prima grande celebrazione del mese erano i Compitalia, detti anche Laralia, che molto spesso avvenivano tra il 3 ed il 5 gennaio. Malgrado la festività fosse proclamata da un magistrato pubblico, un pretore, essa rientrava fra i Popularia Sacra: feste né del tutto private, né del tutto pubbliche. Questa festività era indetta in onore dei “Lares Compitales” o “Lares Viales”, divinità protettrici del vicinato e degli incroci stradali, cui erano dedicati dei piccoli altari presso i crocicchi.

Due altari dedicati ai Lares sopravvissuti
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Feriae romanae puntata 1: gennaio 1

Iniziamo questa nuova rubrica analizzando la struttura del calendario romano e le sue festività, sperando di far cosa gradita ed aiutare a comprendere le origini e le funzioni sociali delle feriae romane (e non solo).

Innanzitutto il mese di gennaio non è sempre esistito. Nel calendario romano delle origini, infatti, attribuito al padre della patria e primo re Romolo, i mesi erano solo dieci e l’anno iniziava ritualmente con il mese di marzo, mese in cui venivano ritualmente eletti i consoli che davano il nome all’anno. Sappiamo infatti che i Romani contavano gli anni segnando i consoli in carica.

Il mese di Gennaio, insieme a quello di Febbraio, è stato inserito, secondo la leggenda, dal secondo re di Roma, Numa Pompilio, il quale lo avrebbe aggiunto al precedente calendario romuleo perché quest’ultimo non prevedeva il conteggio dell’inverno. Il mese deve deve il suo nome al dio Giano (Ianus, da cui ianuarius, ovvero di Giano) divinità bifronte primigenia ereditata dai Latini. A partire dal 153 a.C., il primo giorno di questo mese segnava l’entrata in carica dei nuovi consoli, inaugurando in questo modo l’anno amministrativo. L’insediamento dei magistrati era accompagnato da festeggiamenti in onore di Esculapio e di Veiove.

Chi è Veiove


Antichissima divinità romana di origine incerta, non si sa se italica od etrusca, il suo carattere originario è incerto (esso già sfuggiva agli antichi:, come narra lo stesso Cicerone (Cic., De nat. deor., II, 62)). Sembra possibile identificarla con Vedius (Mart. Cap., II, 142 e 166: Vedius id est Pluton, quem etiam Ditem Veiovemque dixere) ma la fonte è tarda e non comprovata. Veiove veniva collegato a Giove, anche a causa dell’assonanza fra i nomi: il prefisso ve- consentirebbe di considerarlo un Giove giovane o addirittura fanciullo (Fest., p. 519 [379) L.), ovvero un Giove malefico e/o connesso al mondo dei morti, identificato per questo con Orcus (Mythogr. Vatic., III, 6, 1) e, probabilmente, con Ζεὺς Καταχϑόνιος (Dion. Hal., II, 10, 3).

Statua acefala del dio Veiove, ritrovata durante gli scavi dell’omonimo tempio e ora custodita nei Musei Capitolini, Roma


Il luogo principale del suo culto era la sella inter Arcem et Capitolium (Gell., v, 12) tra le due cime del Mons Capitolinus, ovvero tra lo sperone chiamato Arx, dove era presente il tempio di Giunone Moneta, e il Capitolium, sede del tempio di Giove Ottimo Massimo, area detta anche inter duos lucos (Vitr., IV, 8, 4; Fasti Praen. ad Non. Mart.) ovvero ante duos lucos (Ov., Fasti, III, 430) – la quale si trovava presso l’Asylum, (quem locum deus Zucoreus [Λυκωρεύς, figlio d’Apollo] sicut Piso ait, curare dicitur, afferma in suo scolio Servio (Serv., Aen., II, 761). È molto probabile, ma non sicuro, purtroppo, che il dio dell’Asilo fosse proprio Veiove. Comunque sia, il dio era festeggiato il primo giorno dell’anno, insieme ad Esculapio, sull’Isola Tiberina, e qui sorge un altro problema: è infatti in dubbio che il dio avesse un proprio tempio sul posto, invece sappiamo che il 7 di marzo si celebrava la dedica del tempio sul Campidoglio, il che confonde non poco il sistema di attribuzioni e luoghi sacri. Il tempio dsul campidoglio è stato scoperto nel 1939, durante gli scavi effettuati durante i lavori di costruzione del corridoio che collega ora Palazzo dei Conservatori e Palazzo Nuovo passando sotto Piazza del Campidoglio. Il tempio, però, sarebbe molto più recente di quanto comporterebbe l’arcaicità della divinità. Secondo Livio (Livio, XXXIV, 53, 7), infatti, il console Lucio Furio Purpureo avrebbe promesso di erigere un tempio dedicato a Veiove nel 200 a.C., durante la Battaglia di Cremona contro i Boi. Avrebbe poi dato l’appalto nel 196 a.C. e il tempio sarebbe stato inaugurato nel 192 a.C. da Quinto Marcio Ralla. Nulla vieta, però, che il console lo abbia fatto erigere su un preesistente tempio o, più verosimilmente, su un sacello o un recinto sacro preesistente. Nella cella del santuario è stata trovata una statua senza testa, la stessa riprotata nell’immagine più sopra, che raffigura un uomo con in mano un fascio di frecce portate, secondo lo scrittore Aulo Gellio, per procurare danni.

Ricostruzione del Tempio di veiove sul Campidoglio

D’altra parte, la stessa fonte ci fa sapere che il 21 maggio si svolgeva in suo onore un agonium, il che dimostra l’antichità del culto (C.IL., I, 305, 311, 318; Not. Scavi 1931, p. 89).

Il dio, vista la collocazione logistica, potrebbe essere in collegamento con l’Asylum e il diritto di asilo stabilito da Romolo, secondo la tradizione, per attirare cittadini dalle aree limitrofe. Il re, infatti, una volta fondata la città e verosimilmente popolata con i suoi compagni, aveva necessità di rinfoltire le fila dei suoi cittadini. E’ celebre, anche perché raccontato dal cinema, dalla TV e nelle arti (come dimenticare il celebre dipinto di David?), l’artificio del Ratto delle Sabine che portò alla guerra con i Sabini e alla fusione dei due popoli.

J.-L. David, Il ratto delle Sabine, Olio su tela, Louvre, immagine di pubblico dominio

Tuttavia, nell’immediato, il re adottò un altro accorgimento, non così violento come il Ratto di cui sopra: diede al bosco sacro che sorgeva nella sella del Campidoglio (grossomodo dove oggi c’è la Piazza del Campidoglio) lo status di Asylum: un luogo “inviolabile”, dove chiunque poteva rifugiarsi senza correre il rischio di essere scacciato o portato via. Nell’Asylum potevano convergere da ogni paese vicino tutti coloro che volevano diventare cittadini romani, sia che fossero persone libere o schiavi, e ovviamente anche ladri e assassini che scappavano dalle loro terre e potevano ottenere così uno status di cittadino della nuova città e la “fedina penale” ripulita. Tale luogo si trovava proprio sul campidoglio, e quindi potrebbe essere stato legato all’oscuro dio delel origini, i cui attributi potrebbero poi essere passati al più “sovrano” Giove Ottimo massimo, il cu tempio dominava già in tarda età monarchica il colle. Tuttavia, la connessione è tuttora suggerita ma non confermata da altre fonti.

Statuetta in bronzo raffigurante, con buona probabilità, il dio Veiove

FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 189: Dr Alien (1989)

Si riparte, signore e signori.
Nuovo spazio e qualche settimana di pausa, ma siamo di nuovo qui, anche se su un nuovo spazio. Diffondete la voce.
Ed ora reiniziamo.
Con una nuova puntata della rubrica sul cinema di SF dei tempi della nostra giovinezza. In questo caso, per questioni anagrafiche, perché oggi parliamo di un film di SF sconclusionato: Dr Alien (1989).

 

La locandina del film

La locandina del film


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